…e siccome l’esibizione dei beni e i vizi di gola potrebbero essere insufficienti, ecco altre esche, a dire il catalogo degli appuntamenti di richiamo e degli svaghi.
In questo paese di antiche tradizioni religiose, gli eventi legati alla fede sono diversi. Varie le feste. Quella della Madonna di Belvedere ricorre due volte: il martedì dopo Pasqua e in occasione dell’Ascensione. A Sant’Antonio di Padova, patrono di Oppido, gli oppidani dedicano invece tre giorni.
La sera del 12 giugno la statua del santo, assieme a quelle di San Michele e San Francesco, lascia il Convento e giunge in paese con una fiaccolata. Il giorno dopo, fatte le funzioni religiose, il santo ritorna in Convento in pompa magna. La sera stessa si tiene nel Paschiere un concerto bandistico. Quindi, il giorno successivo, è di scena la musica moderna. E dopo la mezzanotte la festa si chiude con i fuochi pirotecnici. Per tutto il tempo il paese è addobbato da luminarie.
Ma più della festa della Madonna di Belvedere o di Sant’Antonio, è forse quella del Corpus Domini a conservare sapore antico. Al mattino le donne vanno a raccogliere i fiori di ginestra e di caprifoglio, le margherite e i petali di rose, coi quali, subito dopo pranzo, per terra, nelle strade dove passerà in processione il Santissimo, vengono raffigurate ostie e croci. Intanto lungo i muri, alle finestre e ai balconi vengono esposte tovaglie, lenzuola, trapunte. Qui e là, con tappeti sgargianti, si erigono altari.
Nota a parte merita la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo che si tiene il Venerdì Santo, a cura del Gruppo Recupero Tradizioni Locali. Accordo di partecipazione religiosa e passione drammaturgica, con scenografie e ricchi costumi, richiede mesi di preparazione e il concorso di centinaia di oppidani in veste di attori o figuranti.
