LE VILLAE ROMANE
Dopo la conquista della Lucania da parte dei Romani, l’agro di Oppido conobbe una stagione di grande operosità. I terreni fertili della piana del Bradano rispondevano alle esigenze dei nuovi padroni e portarono ad un gran fiorire di villae, alcune di singolari dimensioni, vive fino all’età tardo-antica. Di quell’operare oggi sopravvivono tracce evidenti qua e là, soprattutto negli insediamenti delle contrade San Gilio, con la Villa di San Gilio e Masseria Ciccotti.
La Villa di San Gilio (I sec. a.C. – VII sec. d.C.), edificio riconosciuto nel 2009 quale sito di interesse internazionale dal “World Monument Fund” di New York, ed inserito nella “Watch List 2010”, sorge in posizione panoramica su una collina rivolta verso l’alta valle del Bradano, lungo un tratturo che metteva in comunicazione la Lucania interna con la Puglia. Del complesso abitativo sono visibili resti monumentali relativi alla basis villae, a due impianti termali, a una fontana ed una serie di cisterne (castellum aquae). La villa fu occupata dagli inizi del I secolo a.C. fino al VII secolo d.C.
La villa di Masseria Ciccotti (I sec. a.C. – III sec. d.C.) sorge su un’area pianeggiante dell’alta valle del fiume Bradano, lungo un asse stradale che collega la Lucania interna con la Puglia, a circa un chilometro in linea d’aria dalla villa di San Gilio. Si tratta di una villa monumentale, articolata per padiglioni, che ha conosciuto una fase di particolare splendore nel III secolo d.C., quando la parte residenziale fu dotata di ambienti di rappresentanza con splendidi mosaici. L’impianto della villa è datato tra la fine del I secolo a.C. e l’età giulio-claudia. Tra la seconda metà del II secolo d.C. e i primi decenni del III la pars urbana della villa fu ampliata con la costruzione di un impianto termale nel settore nord e di un acquedotto che alimentava la villa, con l’imponente castellum aquarum all’estremità nord-ovest del sito, inglobato nell’edificio della Masseria Ciccotti. Tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C., un gruppo di ambienti fu arricchito da un pavimento musivo con la raffigurazione di Aiòn (il Tempo Assoluto) e delle Stagioni. I mosaici della villa sono conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano.
L’età antica sorprende con i rinvenimenti archeologici cui si è già fatto cenno. Si tratta di reperti di gran pregio: un vasetto del III secolo a.C., ritrovato sul Monte Montrone nel vano di un’abitazione (conteneva 77 monete d’argento, una collana d’oro, due anelli e una fibula d’argento e due etichette fittili con epigrafi greche riferibili a strumenti di chirurgo). Oppure d’insolita fattura: vasi con caratteristiche tali da indurre a ritenere che siano stati fabbricati sul posto, tant’è che gli studiosi parlano di “Oppido wares”.
