La ProLoco di Oppido Lucano esprime profonda gratitudine ad Antonio De Rosa, che ha reso disponibile il testo della Guida di Oppido Lucano da lui realizzata e pubblicata nel 2001 per e con il Comune di Oppido Lucano. Questa guida online si presenta come un ampliamento di quella pubblicazione. Si ringrazia l’APT Basilicata per aver contributo ai costi di realizzazione di questo portale. Si ringraziano Dario Basilio, Donatello Cimadomo, Tino Funicelli, Donato Manniello e Nuccio Marone per il materiale fotografico.

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IL MEDIOEVO, IL CASTELLO E GIOVANNI OBADIAH

Difficile dire in quali termini la vita continuò sul Monte Montrone in età pre-romana, romana e nell’alto medioevo. Di sicuro essa riapparve nel secolo XI, quando i Normanni, per controllare il territorio di Oppido e proteggerlo dalle scorrerie dei Saraceni, vi fondarono un grande castello.

Nei documenti il maniero figura come “Castro fortissimo” o magnum Castrum. Questa antica reputazione è certificata oggi dall’imponenza di muraglie che chiudono l’ala est, un tempo dimora dei feudatari, la quale è sopravvissuta alle ingiurie del tempo. In tale castello, probabilmente nel 1070, nacque Giovanni Obadiah, il proselito normanno. A lui, figlio di Drochus, primo signore di Oppido, convertitosi all’ebraismo e trasferitosi in oriente, appartiene la più antica melodia ebraica finora nota.

Col passar del tempo la Oppido medioevale mostrò vivacità, testimoniata dal numero di abitanti, tra i più elevati della zona, al punto che Carlo I d’Angiò vi stabilì un mercato settimanale. Ne furono feudatari gli stessi Angioini. Proprio per fedeltà a costoro, nell’anno 1348, durante la guerra tra la regina di Napoli, Giovanna I, e Ludovico, re d’Ungheria, il paese fu saccheggiato e dato alle fiamme, come racconta Notar Domenico di Gravina nella sua Cronaca (XIV sec.):

 

Gli Ungheresi poi e tutti i Tedeschi e Latini Gravinesi, che stavano con lui, entrarono nella ricordata Terra di Oppido, e come innanzi sta scritto, mettendo fuoco in varie parti di detta Terra, si vedeva fumare tutta quella Terra da ogni parte.